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Nella nostra Rivista di Psicoanalisi c'è la sezione “Oltre il divano” che talvolta associo al titolo più famoso di P.C. Racamier: Lo psicoanalista senza divano. Dev'essere un po' anche per questo che ho accolto con interesse il lavoro di G. Bayle che ci propone, in volo, una sintesi dell'intera opera dell'autore. Dico in volo perché il libretto è di rapida lettura. Si compone di quattro capitoli:
“Uno psicoanalista d'azione”, “Il pensiero e la scrittura di P.C. Racamier”, “Bibliografia ragionata”, “Scelta di testi”. Ma dico in volo anche perché quando son corsa a cercare lumi su alcuni difficili concetti di questo autore, non li ho visti chiarificati dal commento del presentatore, che preferisce riportare i testi ermetici e agli stessi rimandare. Vengono messe in evidenza le tematiche corpose dell'Ant-edipo, del Genio delle origini, de L'incesto e l'incestuale. In particolare sono tratteggiate molto bene le idee di un autore che si vale di un pensiero figurato, quasi a dire che, dopo la felicissima introduzione del termine “maternage” nel 1953, i numerosi neologismi successivamente offertici, del tipo “maternalità”, “personazione”, “suicidosi” siano davvero evocatori di immagini, perché le pitturano anche quando esse si decolorano fino al “bianco”. Il bianco usato come sostantivo che indica lo spegnimento, il vuoto, ma anche l'illuminazione. E, a proposito di colori che lo scienziato amava anche sulle pareti ospedaliere, ci piace ricordare che, sul campo, andava di moda il “Verde Racamier”. Aforismi, parole nuove, uso improprio di parole vecchie, dis-sonanze amerei dire: sono echi. Risuonatori che rimbalzano significati, messaggi, anche terapeutici come le “azioni e le situazioni parlanti”. Momenti questi, che nella piena coscienza dell'interpretazione, adoperata solo per sé, lasciano allo stesso contesto la valenza dello Psicodramma Analitico.
Racamier ci dice che “Ant-edipo” gioca sull'ambiguità di “ante” e di “anta”. Bayle racconta che certi concetti chiave, par