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Il sottotitolo di quest'interessante volume ci aiuta a capirne le coordinate fondamentali.“Condizione umana o disturbo della personalità?” - così esso
suona - facendoci intendere come l'autore ritenga che debba esplorarsi la dimensione del narcisismo per accertare quanto di esso sia fisiologico e quanto patologico, o se esso sia tout court patologico o no.
Mauro Mancia, l'altro principale studioso del narcisismo tra gli psicoanalisti italiani, ha messo in evidenza, nel suo libro Lo sguardo di Narciso, gli studi di Sassanelli sul narcisismo indicandone, insieme alla loro radice kohutiana, il peculiare sviluppo e la trasformazione che in Sassanelli ha avuto il punto di vista di Kohut nella direzione di una basilare e primaria organizzazione narcisistica della personalità atta a costituire un nucleo di coesività. Una coesività che forma un sostegno permanente alla persona, da differenziare dalle forme difensive di narcisismo, quelle distruttive e antilibidiche, che fondano invece la base del sadismo e della distruttività umana.
Il mito di Narciso, Dorian Gray di Oscar Wilde, il mito di Mosè, Grunberger, Kohut e Lacan, il feticcio e l'autismo, il mandala, sogni di pazienti in analisi, André Gide, il nazismo e la dipendenza satanica e tanto altro ancora vengono utilizzati insieme alla molta esperienza clinica e alla vasta competenza teorica dell'autore per costruire un libro ampio e problematico sul difficile argomento del narcisismo. Argomento difficile perché non univocamente inteso tra gli psicoanalisti. Si intende con esso il freudiano rivolgimento dell'investimento verso l'Io o il costituirsi dei tratti fondamentali del Sé, per come è negli sviluppi post-freudiani? Sassanelli opta per la seconda scelta, per come già ha indicato Mancia.
La vastità e la difficoltà della materia trovano un loro ordine attraverso una modularità del discorso, architettato attorno al quadrangolo del narcisismo di base, grandioso-parassitario, ideale e distruttivo o antilibidico.
Ogni narcis