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Un lungo e coerente percorso di ricerca ha portato alla pubblicazione di questo interessante volume della rivista Psicoterapia e Istituzioni concepito come una Festschrift in onore di uno psicoanalista come Armando B. Ferrari la cui formazione brasiliana ha risentito in modo particolare dell'incontro con Bion.
Ferrari è partito a suo tempo dallo studio della “relazione analitica”, intesa soprattutto nel suo aspetto processuale, per passare in seguito a sottolineare la dimensione della verticalità nell'Eclissi del corpo, là dove esso viene visto come “realtà fenomenica della mente” la cui funzione è quella di “contenere le sensazioni marasmatiche che l'apparato percettivo sensoriale emette”, esperienza questa che si ribalta in adolescenza quando è il corpo che si propone con urgenza alla mente in una Seconda sfida, fino ad approdare all'Alba del pensiero, ultimo lavoro che costituisce un'espansione ed un approfondimento di tutta la sua ricerca (cfr. Bibliografia). Un cammino che si è avvalso di un costante confronto fra impostazione teorica e realtà clinica e che colloca indubbiamente Ferrari fra i protagonisti più interessanti dell'elaborazione psicoanalitica italiana di questi anni, non fosse che uno stile densamente autoreferenziale renda a volte ardua la piena comprensione dei suoi scritti per coloro che vi si avvicinano senza un adeguato bagaglio di riferimenti.
Un motivo in più che rende benvenuta questa Festschrift, che contiene numerosi esempi delle potenzialità applicative del suo approccio soprattutto in riferimento all'emozione intesa come il principale collegamento fra corpo e mente. Essa presenta anche due versioni di saggi dello stesso Ferrari, fra cui quello innovativo sulla “Costellazione edipica”, che viene vista sia come una configurazione dinamica che tende costantemente all'equilibrio, sia come un'impronta della psichicità in permanente collegamento con le fasi attraversate dal soggetto: il terreno dunque su cui poggia costantemente la ricerca e la