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Oggetto di questo studio è una indagine sull'inconscio per ciò che riguarda la formazione degli studiosi e degli operatori che con l'inconscio hanno a che fare, e cioè gli psicoanalisti. L'inconscio si manifesta in numerosissime attività umane e tra queste in alcune con peculiare pregnanza — si pensi al mondo dell'arte; ma è stata la scoperta della psicoanalisi da parte di Freud che ci ha messo nella condizione di potere mettere a punto, dalle sue ricerche in avanti, una teoria ed una tecnica capaci di individuare e studiare nelle sue molteplici manifestazioni l'inconscio: la psicoanalisi è la disciplina scientifica che ha per proprio oggetto l'inconscio.
Una specifica e peculiare difficoltà è subito evidente: l'inconscio è per sua natura sfuggente, si sottrae alla coscienza. E difatti la psicoanalisi si avvale di tecniche idonee a sorprendere l'inconscio. D'altra parte è certo che l'inconscio non è un fatto che va ad esaurirsi; esso è una dotazione di particolare importanza della mente umana ed è all'origine di numerose vicende umane, trasmettendosi anche di generazione in generazione. È dunque estremamente importante trasmettere anche la competenza psicoanalitica, la capacità di studio e di esperienza dell'inconscio.
Trasmettere la psicoanalisi significa, per come per altre discipline scientifiche ed attività umane, approntare strumenti di insegnamento e di apprendimento idonei a fornire a persone che siano desiderose di farlo (vocazione) e dotate di una condizione personale di base adatta (talento) gli strumenti teorico-pratici per acquisire competenza dell'inconscio nelle sue diverse manifestazioni. Ciò è quello che si fa con le istituzioni formative alla psicoanalisi, fino ad oggi sempre