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Il tradimento del corpo del libro di Zerbe ha un riferimento multiplo: clinico, culturale e specificatamente psicoanalitico. Vi è la ragazza anoressica che rifiuta il suo corpo, la donna di oggi così in crisi con la propria identità fisica e la teoria psicoanalitica che si è progressivamente disinteressata della realtà fisica del corpo. In effetti, dal secondo dopoguerra, all'esplosione dei disturbi della condotta alimentare (DCA) ha corrisposto una crisi generale della psicoanalisi, come teoria e come terapia, ed anche una sua specifica difficoltà ad affrontare il trattamento di questi disturbi ed ancor di più a comprenderne la originale psicopatologia.
Così, anche in Italia, proprio l'anoressia è diventata il paradigma di maggior riferimento di tutte quelle nuove psicoterapie, soprattutto la terapia familiare, che si sono proposte in sostituzione della psicoanalisi stessa.
Molta acqua è passata sotto i ponti e molte posizioni sono state riviste, altre semplicemente dimenticate. Oggi sono disponibili i primi dati attendibili sulla utilità delle psicoterapie nei DCA (per quella familiare, ad esempio gli studi di Ivan Eisler), abbiamo anche una migliore comprensione delle reazioni dei genitori alla malattia delle figlie e facciamo meno confusione tra cause e conseguenze.
Come nella storia, vi sono però corsi e ricorsi anche nella evoluzione delle idee. La concezione relazionale della psicopatologia — e non già, ovviamente, l'attenzione al mondo delle relazioni che già Freud aveva dimostrato ed insegnato (basti solo ricordare l'affresco che aveva