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In una bellissima Tolosa, che, malgrado l'appellativo di “ville rose” con cui è conosciuta, più che rosa ci è apparsa splendidamente rossa sotto un magnifico sole, si è svolto il 27 e 28 novembre u.s. l'VIII Colloquio franco-italiano sul tema “Costruzione-Interpretazione”, organizzato dal Gruppo Tolosano della SPP.
Vi hanno partecipato 80 psicoanalisti, di cui 22 della SPI, 58 della SPP.
Il convegno prevedeva nel giorno di sabato la presentazione di quattro relazioni, due di autori italiani (Antonino Ferro e Domenico Chianese) e due di autori francesi (Rémy Puyuelo e François Duparc), alternate fra loro, ciascuna seguita dal commento di un discussant dell'altra Società (vale a dire, rispettivamente, Florence Guignard, François Sacco, Anna Ferruta e Stefano Bolognini), nonché da una breve discussione. La mattinata di domenica è stata invece dedicata per la prima metà alla discussione in quattro piccoli gruppi, ciascuno condotto da uno dei relatori e dal relativo discussant, e per la seconda metà a una tavola rotonda in seduta plenaria, seguita da discussione generale, sotto la presidenza di Marta Badoni e Jean-José Baranès. La conclusione dei lavori è stata affidata al responsabile scientifico del convegno, Jacques Miedzyrzecki.
La formula è stata particolarmente proficua, in quanto dava ampio spazio alla discussione e alla rielaborazione, individuale e di gruppo, dei temi trattati, anche, per così dire, in après-coup.
Il tema, poi, assai caro agli autori francesi, che lo hanno ampiamente studiato e dibattuto nel corso degli ultimi vent'anni (ricordo per esempio i lavori del Convegno di Stoccolma del 1988 e il bel lavoro di Faimberg e Corel presentato al Congresso Internazionale di Roma del ), era dei più stimolanti, in quanto portava il focus dell'attenzione su una sorta di crocevia dove confluiscono tante cose: da un lato la tecnica psicoanalitica, dall'altro la teoria che la sottende (e, dicendo teoria, non intendo parlare solo della metapsicologia, ma anche della fil