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Così anche Mario Cozzarini ci ha purtroppo lasciato, il 6 ottobre 1999, dopo le sofferenze di una lunga e grave malattia che ha sopportato con eccezionale coraggio e dignità. Nato a Venezia (città rimasta uno dei suoi grandi amori), trasferitosi giovanissimo a Milano, diventato medico e psichiatra, Mario è stato sempre presente nelle istituzioni psichiatriche milanesi: l'Ospedale psichiatrico, i Servizi di igiene mentale di cui divenne vice-direttore, il Tribunale dei minori di Milano.
Parallelamente il training presso la nostra Società gli ha permesso di dedicarsi, nel suo studio, con molto amore alla psicoanalisi. Uno dei suoi desideri è sempre stato quello di integrare le conoscenze e l'esperienza psicoanalitica con il lavoro nelle istituzioni e penso che spesso questo gli sia riuscito. Si è sempre adoperato per trasmettere ai suoi collaboratori quel rigore professionale che gli era consueto. Il suo lavoro sempre e ovunque è stato improntato al massimo rispetto per il paziente e alla partecipazione emotiva profonda.
Mario era molto discreto e amava appartarsi fin troppo, mi sia consentito di dirlo: qualche volta glielo abbiamo rimproverato. Però, quelli tra noi che gli erano più vicini, sapevano che era attentissimo alle vicende istituzionali e scientifiche della S.P.I. che seguiva con molto interesse. Ricorderemo a lungo quelle sue battute che riuscivano a sintetizzare di colpo una situazione, la sua ironia gentile, le citazioni degli autori classici sempre precise e illuminanti.
So dalla moglie Mariella, solerte e preziosa compagna della sua vita, che Mario ha voluto recarsi nel suo studio, dai suoi “cari” pazienti fino a poche ore prima della morte, malgrado la visibile grave sofferenza. Questo può sembrare un'esagerazione, certo, eppure il riscontro venuto dai pazienti ha mostrato come anche questa volta egli sia riuscito a trasmettere una testimonianza del suo senso di responsabilità e della sua capacità di amore.
Ciao, Mario, amico caro. Grazie per essere stato