You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Wilma Bucci è una studiosa e psicoanalista statunitense particolarmente nota per il suo contributo alla revisione della teoria psicoanalitica dei processi inconsci attraverso una integrazione con la psicologia cognitiva (Psicoanalisi e scienza cognitiva, Roma, ). La Bucci sostiene che il cognitivismo moderno, quello per intenderci delle reti neurali e del funzionamento in parallelo, possa offrire agli psicoanalisti spunti teorici per spiegare il funzionamento dei processi inconsci. In cambio, dal punto di vista della Bucci, gli psicoanalisti potrebbero offrire ai cognitivisti una approfondita conoscenza clinica, soprattutto riguardo ai meccanismi di difesa come la rimozione e la dissociazione. Animata da questo doppio background, ha coniato la teoria dei codici multipli secondo la quale diversi moduli di elaborazione dell'esperienza, ognuno con un proprio codice (simbolico verbale, simbolico non verbale, non simbolico non verbale) risultano interconnessi tra di loro secondo il modello della elaborazione distribuita in parallelo (Rumelhart e McLelland).
In particolare, Bucci ha instaurato un sistema di ricerca per valutare la presenza di “nessi” tra sistemi verbali e non verbali, aprendo la strada allo studio dei “processi non verbali che sono contenuti all'interno dei processi verbali”. Ha quindi portato l'attenzione ad uno studio sistematico di quegli effetti strani prodotti dalle parole nell'ascoltatore, per cui esistono parole più concrete, immaginative e specifiche che producono maggiori nessi con i sistemi non verbali del parlante e dell'ascoltatore, mentre parole astratte, poco evocative e vaghe non ne producono. Tali nessi vengono quantificati dalla Bucci come “referential activity”