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Si può essere soddisfatti dell'assistenza psichiatrica pubblica nel nostro paese? No! Perché se è aumentata la quantità delle prestazioni offerte ai cittadini, la qualità d'esse, quando non si tratti della distribuzione più o meno oculata di farmaci, ma degli aspetti psicologici dell'approccio ai pazienti e degli interventi psicoterapeutici, resta oltremodo inappagante. Si deve dedurre da questa sconsolante considerazione che nelle pubbliche istituzioni non si possa accogliere il paziente con l'indispensabile riguardo per le sue particolari condizioni e non si possa fornire un adeguato ausilio psicoterapeutico? No! Perché ritengo teoricamente superabili le anzidette carenze, sebbene nella pratica ciò accadrà solo quando l'istituzione pubblica vorrà valersi pienamente, con la necessaria umiltà, di un secolo di esperienza che la privata istituzione psicoanalitica propone alle persone di buona volontà come un prezioso laboratorio: un laboratorio che ha straordinariamente arricchito la conoscenza del nostro mondo interno e la tecnica per comporre e pacificare i conflitti che lo agitano.
Poniamo dunque a confronto gli evidenti vantaggi e svantaggi dell'assistenza pubblica e di quella privata. Il servizio sanitario nazionale è a questo riguardo assolutamente gratuito per il cittadino “paziente”, sebbene piuttosto oneroso per il cittadino contribuente; ma poiché compito precipuo di ogni collettività, tribale o statale, è quello di provvedere con le proprie istituzioni alla protezione di chi di protezione ha bisogno perché si trova in condizioni di minorità, o per l'età infantile o senile, o per insufficienza fisica o psichica, o per malattia, l'onere deve essere sopportato; anzi, quando si sappia che il denaro pubblico viene ben speso, andrebbe sentito come un assoluto dovere. Non ha bisogno di essere sottolineato