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Non è frequente che uno psicoanalista si occupi del libro di un architetto e che addirittura senta il bisogno di recensirlo, ma il volume che Enrico Pinna ci consegna è particolarmente intrigante per almeno due motivi: per l'argomento affrontato, il significato dello schizzo in architettura, e per l'originale esperienza didattica proposta, l'interpretazione da parte di studenti di architettura in termini direttamente progettuali di schizzi di famosi maestri, mai trasformatisi in progetti compiuti.
“Solo raramente”, dice Pinna, “gli schizzi vengono presi in considerazione per quello che essi sono in senso strettamente compositivo: segni compiuti che con forza primigenia o semplice naturalezza si affermano e valgono in sé e per sé, così, nello stato in cui si trovano”.
Enrico Pinna negli ultimi tre anni ha organizzato e condotto, nell'ambito dei corsi di progettazione architettonica della Facoltà di Architettura di Genova, una ricerca con i suoi studenti su schizzi di