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Il 21 e 22 aprile 2000 ha avuto luogo a Buenos Aires un incontro tra gli analisti italiani e quelli dell'Asociatión Psicoanalítica Argentina sul tema dell'interpretazione. Gli argentini iscritti erano 121, 21 gli italiani.
In molti arriviamo dall'Italia il pomeriggio precedente il congresso e, invece dell'atteso clima autunnale, ci sorprende una primavera calda, sotto un cielo azzurro-chiaro e trasparente.
Giorgio Corrente e Francesco Nicolussi ci guidano in una visita alla Recoleta, primo approccio con il centro della città reso magnifico dagli scuri alberi secolari dai tronchi giganteschi, che sembrano le testimonianze più stabili ed antiche del luogo. La passeggiata mette insieme il gruppo degli italiani, che non aveva trovato finora un collegamento né un'organizzazione comune. Questi colleghi hanno molto favorito gli incontri e la conoscenza tra gli argentini e noi, ma molti rapporti si sono allacciati spontaneamente e con naturalezza con gli argentini incontrati nelle pause del congresso, al ristorante o durante i molti generosi ricevimenti organizzati per festeggiarci. Abbiamo ricevuto indicazioni di itinerari e di svaghi, inviti e ricette offerti con partecipazione ed il genuino desiderio di creare un legame che durasse oltre i giorni dell'incontro.
Spesso ho avuto un'impressione di familiarità accanto a persone conosciute da poco, a volte suffragata da un percorso di vita parallelo, altre volte non da questo, ma dal fatto che chi ci ha ospitato ci ha saputo accogliere con semplicità e calore anche all'interno di occasioni ufficiali.
Il congresso si è aperto con le parole di saluto dei presidenti delle due società, Lucía Martinto de Paschero e Fausto Petrella, che hanno sottolineato la continuità dell'incontro attuale con il precedente tenutosi a Roma nel 1998, continuità messa in rilievo anche dall'immagine di due ballerini di tango con il Colosseo sullo sfondo stampata sul programma del congresso.
Il programma, molto equilibrato e ben proporzionato, comprendeva