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Non mi pare possibile fare delle nostre astrazioni una figurazione plastica [plastische Darstellung]. S. Freud, Lettera del 9 giugno 1925 a K. Abraham
Nel dispiegarsi della riflessione metapsicologica, e nella sua stessa fase protostorica, il testo di Freud ritorna a più riprese sulla dualità dei registri scopico ed acustico quali dimensioni distinte della rappresentazione. Ciò partecipa di una più ampia interrogazione intorno alla distinzione ed alla reciproca trascrizione di parole ed immagini, alle condizioni e limiti di figurabilità, alle esigenze di una situazione clinica di interlocuzione che subordini l'atto di pensiero alla sua capacità di legarsi alla parola.
In tal senso già il contributo preanalitico sull'afasia, attraverso il quale Freud (1888a e 1891) si affranca dalla dottrina della localizzazione dei centri cerebrali di Meynert e Wernicke quale vincolo “positivo” della clinica al dato (positum) autoptico, osservativo, (1) contiene in nuce, nella descrizione del doppio sistema di inscrizione rappresentazione di cosa/rappresentazione di parola (Objectvorstellung/Wortvorstellung), la distinzione di visivo ed acustico, (2) immagine e parola. Nel funzionamento associativo globale, infatti, le componenti visive e sonore definiscono i modi di prevalenza rappresentativa rispettivamente delle