You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Preceduti da una prefazione interessante, sintetica ma molto ricca di argomenti e indicazioni, scritta da Francesco Barale, seguono, dopo una breve introduzione, quattordici capitoli, nella generalità brevi, ben congegnati, e di agevole lettura, di un libro che, indagando, per dirla con il prefatore, “sull'origine della distruttività perversa”, ci porta “nel cuore ma anche ai limiti della nostra disciplina” (p. 21).
Il tema del dolore inferto e sofferto con piacere — ricorda in esordio l'Autore — non si presenta quale argomento di lettura univoca nella letteratura psicoanalitica, che De Masi ha ampiamente consultato; e questo ancora meno nella letteratura più recente, influenzata dalla coesistenza delle “molte” psicoanalisi. Se, difatti, a De Masi appare indispensabile prendere le mosse dalla esperienza della sessualità in sé, non è tuttavia possibile non constatare che questa ha finito per avere “statuti psicoanalitici diversi e inconciliabili” (p. 29). Eppure è evidente per l'Autore che la perversione non appartiene alla sessualità normale, né alla affettività, né alla relazionalità,