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Può questo anche non essere il primo libro italiano sulla supervisione psicoanalitica e, per quanto andremo notando, merita-re più dell'informazione di una recensione. Nella Prefazione è det-to che i dieci seminari sono la fedele registrazione delle supervi-sioni tenute presso la Società Brasiliana di Psicoanalisi di San Paolo nel novembre 1996, in occasione di un Congresso sul pensiero di Bion, cui erano stati invitati Parthenope Bion, Elizabeth Tabak de Bianchedi, Anne Alvarez e altri.
Ferro era stato invitato anche per la grande eco che la traduzione in portoghese de La tecnica nel-la psicoanalisi infantile aveva avuto in Brasile: e per questo dei dieci seminari clinici due sono tematici, sui concetti teorici di Ferro e sul sogno dell'analista, e nell'insieme riguardano molto più analisi di bambini e adolescenti che di adulti. Al contrario dei Seminari cli-nici di Bion, tenuti in Brasile, anche a San Paolo alla fine degli anni Settanta, che discutono molto più analisi di adulti, pochi adolescenti e solo due bambini.
Non sappiamo quanti dei partecipanti ai seminari di Bion abbia-no seguito vent'anni dopo quelli di Ferro, ma possiamo ben dire, guardando alla sua prestazione, alla libertà e scioltezza, ai tempi dei suoi interventi, che non teme il confronto, il confronto diretto con Bion. Quando leggiamo il seminario clinico I, su un bimbo autistico di tre anni in analisi da sette, in cui Ferro è capace di ri-cevere tutta la storia, quella dell'analisi compresa, e una seduta in dettaglio con i commenti dell'uditorio, prima di intervenire, siamo stati già forniti nella Prefazione dei suoi criteri di supervisione. Con alcu-ni pazienti limitarsi a cogliere l'emozione presente nella comunica-zione. Dato che ogni interpretazione causa turbolenza, è necessario cogliere la qualità della risposta all'interpretazione, per poter modulare la successiva, da interpretazione insatura, narrativa a sa-tura, di transfert e contenuto.
La “rabbia”, la “delusione”, il “ri-manere ferito” p