You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il lavoro di Ogden non è solo la proposta di una teoria, o di una tecnica, ma sembra trasudare una tensione continua ed attenta per attivare nel lettore un'esperienza della psicoanalisi da cui egli non possa più tornare indietro: l'esperienza che, “nonostante le nostre proteste, noi siamo veramente parlati, non solo dall'Altro storico, ma
dall'Altro inconscio e dall'Altro intersoggettivo”.
“Noi dobbiamo cercare di non permettere che le domande psicoanalitiche fondamentali sulla natura dell'esperienza umana […] siano rese banali” dalle nostre risposte.
Nel racconto delle sedute, Ogden descrive come egli aspetti di “sentire il suono della collisione tra due soggettività” ed ascolti “attraverso il fragore della distruzione stando ai suoi confini, non essendo mai certo di dove siano questi confini”.
Lo scopo di far partecipare il lettore allo stupore continuo della scoperta di sé attraverso l'altro è perseguito passo passo, con attenzione microscopica ai passaggi della teoria nella storia del pensiero psicoanalitico, ai movimenti della tecnica, al sapore, al colore ed al suono dell'esperienza. Partendo da Freud, attraverso Klein, Bion ed alcuni autori più recenti, siamo condotti a rintracciare nel pensiero psicoanalitico il filo rosso della particolare natura del soggetto psicoanalitico, e della sua creazione nell'esperienza intersoggettiva. Attraverso i suoi precedenti lavori conoscevamo già quanto Ogden sia esperto nell'esplorare alcune espansioni dei confini entro cui è possibile esperire sé stessi: espansioni all'esperienza primaria corporeo-sensoriale, in Il limite primigenio dell'esperienza; alla matrice inconscia della mente e dell'identità in Rêverie ed interpretazione, ma il motivo di questa nuova raccolta mi sembra quello di poter immaginare di avere tra i lettori, in qualche parte del mondo, dei compagni, o forse dei fratelli, per “una delle più misteriose esperienze umane, ed una delle più comuni: l'esperienza di combattere con un'identità di sé statica attra