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A partire dagli anni '50 l'attenzione al controtransfert, riconosciuto come prezioso strumento di lavoro,
ha alimentato in modo crescente il dibattito e la ricerca in psicoanalisi e, anche attraverso il confronto tra modelli diversi, ha accompagnato l'evoluzione della teoria della tecnica psicoanalitica. Il tema clinico è di centrale rilevanza e la letteratura fiorita sul dibattito, pur ricca ed articolata, appare scarna per quanto riguarda la presenza di volumi che trattino l'argomento dal punto di vista della psicoanalisi infantile e dell'adolescente.
Particolarmente significativa risulta quindi la scelta della E.F.P.P. (European Federation for Psychoanalysis in the Public Health Service), società fondata nel 1991, di aprire una sua collana di monografie con questo volume, edito nel 1996 ed ora tradotto in italiano: il libro, suddiviso in nove capitoli, offre attraverso le voci di autori di diverse nazioni europee, (Anne Alvarez, Dimitris Anastasopoulos Jacquelin Godfrind, Didier Houzel, Alex Holder, Francois Ladame, Brian Martindale, Anne Marie Sandler, Judith Trowell, John Tsiantis), un quadro ampio e variegato sul fenomeno del controtransfert, dando visibilità alla ricchezza del lavoro clinico su un tema che, da sempre, ha cimentato gli psicoanalisti di bambini ed adolescenti, costretti, come ricorda A.M. Nicolò nella prefazione all'edizione italiana, “dalle tipiche modalità di espressione di questi pazienti, come il gioco, il disegno, o l'agire […] ad una continua spola tra il mondo interno del bambino e i propri affetti e vissuti, intesi come strumento non solo conoscitivo, ma anche terapeutico”.
In questi ultimi anni una vivace fioritura di iniziative ha caratterizzato, sia nel campo della letteratura che in quello dei convegni, la psicoanalisi infantile: i tempi sembrano maturi perché essa possa occupare il suo posto a pieno titolo nell'istituzione psicoanalitica e partecipare ad un dialogo all'interno del quale è in grado di dare un contributo fecondo per