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Un interesse per le matrici corporee della soggettività è insito nella impostazione epistemologica di Wilfred Bion (1962b; 1963; 1965), che ha centrato la sua ricerca sui fenomeni inerenti la nascita delle emozioni e del pensiero ed ha tentato di svincolare la relazione corpo-mente dall'attitudine dualistico-cartesiana che la sottende.
Questa concezione integrata di corpo e mente trova un campo elettivo di applicazione nella ricerca su alcune “patologie gravi” sempre più diffuse, come i disturbi alimentari di tipo anoressico-bulimico, le crisi di panico e le psicosi: forme di difficile approccio, che segnalano la necessità di nuovi strumenti concettuali e tecnici. Inoltre l'inaugurazione, in tempi molto recenti, di un dialogo tra psicoanalisi e neuroscienze sta orientando gli analisti verso un nuovo avvicinamento alla corporeità, che era stato intuito dallo stesso Freud (Solms e Nersessian, 1999): nella filosofia della mente e nella moderna neurofisiologia, infatti, il corpo fisico è concepito come una indispensabile cornice di riferimento per tutti i processi che siamo abituati a identificare con la mente (T. Nagel, 1974;