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Molto opportunamente, all'inizio del libro, Enzo Funari ci ricorda che il lavoro di Gaddini “Sull'imitazione” segnò l'ingresso nella letteratura teorico-clinica internazionale di un tema mai trattato in modo approfondito dagli psicoanalisti e che, invece, dalla fine dell'Ottocento in poi, aveva prodotto pregevoli studi psicologici.
Tra gli studiosi di psicologia Funari ricorda P. Guillaume, autore di un importante testo L'imitazione nel bambino che mette in luce il valore e la funzione dell'imitazione per la crescita.
Il capitolo primo del libro si intitola infatti “L'origine degli studi psicologici sull'imitazione” e rende conto del contributo di studiosi importanti come Piaget, che ha descritto il passaggio dall'imitazione alla rappresentazione e Meltzoff, che ha sottolineato invece la priorità della rappresentazione sull'imitazione.
Il punto di vista psicoanalitico ha messo invece in luce la doppia valenza dell'imitazione, cercando di capire fino a che punto sia un processo naturale, presente anche nella vita adulta o piuttosto qualcosa di patologico che va contro lo sviluppo.
Gaddini (capitolo secondo: “L'imitazione nell'indagine psicoanalitica”) ha