You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nell'accingersi alla lettura del libro I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann accoglierei l'invito espresso nell'introduzione di Luigia Cresti, ovvero di “avvicinarsi a questi seminari non in maniera troppo prolissa ed esegetica, che rischierebbe di rendere talora pesante la lettura di certi passi, ma piuttosto con un atteggiamento più libero, di rêverie, disponendosi creativamente alla costruzione di “congetture immaginative” secondo quella spinta che ha reso feconda e vitale l'esperienza di coloro che ne sono stati personalmente partecipi.
Il libro raccoglie la sbobinatura integrale di cinque seminari di supervisione condotti dal dott. Hautmann presso l'Associazione Fiorentina di Psicoterapia Psicoanalitica tra il 1990 e il 1997. Alla fine di ciascun seminario vi è poi una breve sintesi riassuntiva ad opera del conduttore, esplicativa del funzionamento del gruppo in relazione al caso discusso.
La presentazione delle diverse storie cliniche, alcune più belle e intriganti di altre, si intreccia con il progressivo dispiegarsi del pensiero del gruppo che, attraverso frammenti di osservazione, impressioni e libere associazioni, funziona da cassa di risonanza emotiva e potenzia le capacità di ascolto e di riflessione sul materiale presentato.
Gli interventi del conduttore, attento a cogliere e recepire le diverse espressioni dei partecipanti, svolgono una funzione di integrazione, di organizzazione del pensiero ad un livello più complesso e restituiscono al gruppo nuovi insight, possibilità di significazione e trasformazione. L'immagine che suscitano questi resoconti è quella delle scatole cinesi, dove la relazione paziente-terapeuta è accolta nel gruppo che è a sua volta contenuto nella mente del conduttore con un potenziamento circolare delle funzioni di rêverie. La relazione del conduttore col gruppo dei partecipanti, l'attenzione a non disperdere possibili frammenti di comunicazione, la tensione verso la percezione delle sfumature emotive più nascoste rend