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Il compito che gli Autori di questo manuale si sono assunti è senza dubbio di estrema complessità. Essi hanno ben presente la difficoltà di tentare una sintesi delle correnti inquadrabili nell'ambito delle psicologie dinamiche. Infatti tale area non soltanto contempla le psicoanalisi oggi esistenti, ma si estende ad altri tipi di psicoterapia, che conservano un legame più o meno stretto con la disciplina psicoanalitica, da cui spesso derivano. Ciò rende l'impegno degli Autori senza dubbio meritorio, poiché appare necessario orientarsi tra le attuali correnti di pensiero non solo dal punto di vista didattico, ma anche sotto il profilo clinico.
La deontologia professionale impone di proporre ai pazienti un approccio dotato di una congruenza almeno sufficiente a non contribuire alla loro legittima confusione. Il panorama della psicoanalisi contemporanea è caratterizzato da una estrema frammentarietà, che si insinua nella mente del clinico anche quando abbia fatto scelte metodologiche apparentemente e intenzionalmente definite. Quindi saper maneggiare con maggiore destrezza caratteristiche, scopi, implicazioni, indicazioni diviene essenziale anche in ambito terapeutico.
Gli Autori individuano quattro filoni fondamentali di sviluppo storico della psicoanalisi: psicologia dell'Io, psicoanalisi di indirizzo kleiniano, orientamenti degli indipendenti della scuola inglese, psicoanalisi del Sé. Rispetto ad altre possibili classificazioni, quella proposta dagli Autori delinea in modo più chiaro le grandi aree dello sviluppo storico della psicoanalisi. La definizione “teoria delle relazioni oggettuali”, utilizzata da altri, non è infatti sufficientemente univoca e dunque non si presta a circoscrivere un ambito unitario della teoria clinica.
Nel volume vengono presi in considerazione prevalentemente gli autori anglosassoni e viene privilegiato un approccio evolutivo. In particolare, tra gli autori ad orientamento evolutivo, viene dato ampio spazio a Stanley Greenspan che, proponend