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Nella ricerca della verità sii pronto a imbatterti nell'inatteso, a percorrere il confine del tuo pensiero, perché essa è difficile da trovare, specie se non hai a disposizione limiti e differenze. Perciò, una volta trovata, anche a caro prezzo, la verità è del tutto stupefacente.
Molti individui di oggi, specie fra i nostri adolescenti, realizzano difficilmente una adeguata integrazione fra norme interiorizzate e capacità di autonomia, in grado di consentire l'apertura di uno spazio psichico di libertà e di autentica (relativa) indipendenza. La conquista dell'universo edipico, connessa ai processi di interiorizzazione e determinante per l'acquisizione psichica delle differenze di sesso e di generazione, lascia molte volte il posto alla problematica narcisistica, dove prevale invece l'indifferenziazione e la dipendenza dall'oggetto esterno concreto, congiunta al possesso di tale oggetto. Si assiste ad una carenza di formazione di soggetto, con disturbi dell'identità, in una dimensione teorico-clinica accostabile a quella dei disturbi borderline. L'angoscia, anziché prendere la strada dell'elaborazione psichica, viene affrontata - e scaricata - attraverso il reperimento di un oggetto esterno e anche tramite una implicazione sensoriale, di natura eccitatoria.
Dal punto di vista del paziente si evidenzia una perdita di senso dell'esperienza e una deriva del pensiero, che si confronta con aspetti “vuoti” di rappresentazione e di affetto. Dalla parte dell'analista la relazione con simili pazienti presenta particolari vicissitudini del controtransfert e impone una clinica analitica che spesso non comporta il classico lavoro interpretativo.