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Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa è un altro luogo…La casa è grande come il mondo.
Viene proposta in questo saggio una rilettura di alcuni scritti letterari di Kafka e soprattutto del suo grande romanzo incompiuto, Il Castello, alla luce delle categorie dell'infinito potenziale e dell'infinito attuale. La mia ipotesi costituisce un'applicazione della teoria di Matte Blanco intorno alla antinomia fondamentale dell'essere umano, in base alla quale “la stessa realtà viene trattata simultaneamente da un lato come se fosse divisibile ed eterogenea, formata da parti, e dall'altro come se fosse una ed indivisibile” (Matte Blanco, , 83). Questa affermazione riassume sinteticamente la sua concezione della coesistenza di due modi di essere incompatibili, uno identificabile con il pensiero, che differenzia e divide, l'altro sovrapponibile all'emozione che abolisce le contraddizioni e le differenze, unificandole in un'unica realtà indivisibile.
L'uomo è dunque rappresentato in questa teoria come intrinsecamente bimodale, portato ad utilizzare nella maggior parte dei casi una particolare forma di logica detta bi-logica, perché mescola i princìpi della logica classica a quelli peculiari e dirompenti della logica simmetrica caratteristica dell'inconscio e dell'emozione.(1)