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Mentre mi accingevo a stendere i brevi commenti al libro è uscito in libreria, presso la stessa casa editrice , un secondo volume dal titolo “Fondamenti di clinica psicosomatica”, sempre a cura di Orlandelli, in collaborazione con Satta e Pantalissi, che costituisce il completamento, ma anche un arricchimento di quello precedente. Essi, pertanto, non possono che essere considerati nella loro globalità.
L'opera si pone in continuità con i precedenti volumi curati sempre da Orlandelli con De Risio e Ferro, che riportavano i contributi di convegni dedicati, in particolare, alla riflessione teorica ed alle problematiche cliniche relative al rapporto corpo-mente, ai processi di simbolizzazione ed ai fenomeni di somatizzazione, temi che sono oggetto di trattazione anche nei presenti volumi.
Nel capitolo introduttivo del primo volume, firmato dallo stesso Orlandelli, ed in quelli iniziali del secondo, redatti in collaborazione con De Risio, con Ancona ed altri collaboratori, e da Cagossi, vengono approfonditi i problemi di carattere generale relativi alla psicodinamica dei processi di somatizzazione.
Il discorso si snoda toccando i riferimenti fondamentali, a partire dal concetto freudiano che l'Io è primariamente corporeo, e rifacendosi soprattutto ai contributi degli autori successivi che direttamente o indirettamente hanno affrontato il tema, come Bion, Bick, Winnicott, Meltzer e soprattutto Gaddini, i quali, anche se con accezioni diverse, hanno posto l'accento sulle vicende relazionali precoci del bambino come i momenti in cui collocare le radici dei fenomeni di somatizzazione.
Il sintomo costituisce una lacuna nello sviluppo del Sé, un elemento scisso sottratto al processo di integrazione, la cui più piena realizzazione è resa impossibile da profonde e terribili angosce, di integrazione appunto; le stesse, avvertono gli Autori, che si oppongono anche ai tentativi terapeutici che si propongono di eliminare il sintomo senza tener conto del profondo ed irrinunciabile ruo