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Sembra che Katherine Kressmann , americana d'origine tedesca e autrice di questo brevissimo romanzo epistolare, non fosse una scrittrice di professione. Forse il non esserlo contribuisce a eliminare dalle sue lettere d'invenzione il carattere della finzione narrativa e concorre alla loro asciutta verosimiglianza.
L'operetta, scritta in collaborazione con il marito, ci riporta negli anni bui dell'affermazione del nazismo in Germania. Il libro è di grande interesse per chiunque e per più ragioni. Intanto per la straordinaria efficacia della narrazione, che, con la sua estrema sintesi, possiede una perfetta capacità di colpire emotivamente il lettore, segnandolo in modo indimenticabile. La qualità della scrittura e la genialità dell'invenzione si associano inoltre a temi - la dittatura, il razzismo - che dovrebbero appartenere al passato, e che invece mantengono una persistente attualità minacciosa. Per queste e per altre sue peculiarità, di cui si dirà oltre, il libro merita anche di essere segnalato all'attenzione degli psicoanalisti italiani.
L'opera fu pubblicata per la prima volta nel 1938 sulla rivista Story negli USA, e poi in volume nel 1939. È stata quindi ripubblicata, dopo più di mezzo secolo, negli Stati Uniti nel 1995 e a Parigi nel 1999. Dalla Francia si è subito diffusa con gran successo in vari paesi europei e anche da noi.
Il 1938, data in cui il libro fu scritto, è un anno importante per l'Europa. È, per esempio, l'anno dell'occupazione nazista dell'Austria e delle leggi razziali in Italia. E il peggio doveva ancora accadere da lì a poco.
Il romanzo dimostra che già nel 1938 c'erano persone negli USA che avevano informazioni molto precise su quanto era accaduto e stava accadendo più o meno segretamente in Germania. Gli eccessi antisemiti, le uccisioni, i tradimenti, il terrorismo. Il racconto possiede una sorta di chiaroveggenza, derivata essenzialmente dalla valorizzazione di notizie di prima mano, fornite da ebrei fuggiti dall'Europa e che davano inform