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È un volume di grande interesse nell'attuale dibattito sulla psicoanalisi. L'Autore approfondisce l'evolversi del modello dell'apparato psichico, inizialmente delineato da Freud nel Progetto e successivamente rielaborato radicalmente negli studi di Metapsicologia . La riflessione su questi testi viene proposta al fine di riconsiderare il progetto freudiano e di discutere problematiche teoriche e metodologiche oggi cruciali.
Nel commento al primo saggio di metapsicologia sulle Pulsioni e loro destini, Semi esamina il discorso metodologico proposto da Freud. Questo tema è di continuo ripreso e rappresenta il filo conduttore del volume, lungo il quale l'Autore si propone di mostrare, tramite l'analisi dei testi, il carattere speculativo dei costrutti teorici, come essi siano tra loro interconnessi nella formulazione di un modello teorico dell'apparato psichico e le relazioni tra teoria e clinica.
L'accento viene posto sul carattere in larga parte convenzionale delle ipotesi teoriche, sulla loro imprescindibile necessità, al fine di dare senso e ordinare i dati provenienti dall'esperienza, e sulla preminenza della teoria e della speculazione nei confronti dell'esperienza clinica, che svolge nell'opera di Freud, come sottolinea Semi, una funzione per certi versi limitata ed interrogativa.
In questa prospettiva l'Autore coglie una vicinanza tra il metodo utilizzato da Freud e le opzioni epistemologiche sostenute da Einstein. L'interpretazione di Semi del metodo freudiano appare molto simile a quella proposta da Assoun (cfr. Introduzione all'epistemologia freudiana, Roma-Napoli, Theoria, , pp. 99-100). Lo studioso francese, all'interno di un discorso sull'epistemologia freudiana, ha infatti rilevato una vicinanza tra la metodologia adoperata da Freud ed il razionalismo logico sostenuto da Einstein. Assoun ha anche precisato che sia Einstein che Freud, pur riconoscendo il carattere in parte convenzionale dei costrutti teorici, condividono una visione corrispondentista della s