You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Di tutto il copioso materiale che si può riscontrare nell'annata 2000 del Quarterly ho deciso di selezionare questa volta solo gli articoli che riguardano il dibattito sullo statuto scientifico della psicoanalisi. La discussione sull'epistemologia psicoanalitica e sul confronto tra i vari modelli è molto vivo nelle riviste di lingua inglese mentre manca quasi del tutto nelle nostre pubblicazioni. Colgo allora questa occasione per dare un esempio di tale dibattito.
C. Brenner (“Observations on some aspects of current psychoanalytic theories”) ritiene che il pluralismo in psicoanalisi generi solo incertezza e confusione. La sua convinzione è che ci sia una teoria evidentemente superiore alle altre perché più in grado di spiegare i fatti clinici più rilevanti. Tale teoria dovrebbe includere anche una formulazione che tenga conto del modello evolutivo. L'Autore sostiene che la psicoanalisi non è una disciplina ermeneutica ma una scienza naturale, e che una valida teoria psicoanalitica deve contemplare i seguenti parametri: 1) i processi mentali inconsci sono onnipresenti nel funzionamento mentale; 2) i pensieri sono legati da connessioni causali e il funzionamento mentale è un processo evolutivo; 3) la teoria del conflitto è centrale e i conflitti sessuali e aggressivi sono fondamentali nella evoluzione del funzionamento mentale. Questi ultimi compaiono fra i tre e i cinque anni. Brenner si appella anche alle neuroscienze per ribadire che, prima dello sviluppo del linguaggio, il cervello non ha una struttura funzionale e che il ruolo strutturante del conflitto è dimostrato scientificamente anche al di fuori del metodo psicoanalitico.
A. Green (“The intrapsychic and intersubjective in psychoanalysis”) afferma che l'intersoggettività è la mediazione necessaria per diventare consapevoli dell'intrapsichico. La causalità intrapsichica non è comprensibile senza la pulsione. A sua volta il concetto di pulsione è impensabile senza l'oggetto, oggetto inteso come esterno, indipende