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Quanto segue è il tentativo di riassumere una serie di proposte provenienti da diverse fonti che sono state formulate con il proposito di infondere energia, innovare e ottimizzare la formazione psicoanalitica all'inizio di questo nuovo secolo. Ho cercato di presentare per esteso proposte che sono in parte controverse e in parte ovvie, con l'intento di metterle tutte sul tavolo anziché assumere una particolare posizione rispetto ad esse. Sullo sfondo troviamo la nostra comune preoccupazione per la condizione di relativa stagnazione nella quale si trovano ormai da molti anni i nostri metodi formativi, la preoccupazione per i problemi che derivano dalle nostre attuali strutture che curano la formazione - in particolare l'autoritarismo e la burocratizzazione presenti all'interno di molti Istituti di psicoanalisi e le preoccupazioni che riguardano il mutamento del contesto socio-culturale che richiede una risposta attiva da parte delle nostre istituzioni formative. Darò per scontato che queste preoccupazioni sono ben note e non devone essere precisate più estesamente in questa sede.
Le proposte che seguono non sono state elencate in ordine di importanza, né hanno la pretesa di essere esaurienti. Spero, comunque, che tocchino alcune delle principali questioni che sono state dibattute al Consiglio esecutivo dell'IPA. Il fine non è quello di imporre e nemmeno di proporre una serie uniforme di metodi di formazione o di disposizioni amministrative che vengano adottati dall'Ipa, ma di stimolare ulteriormente la discussione e la presentazione di proposte innovative e creative e di contribuire a riformulare quei requisiti di base del training che sostengano e alimentino tali innovazioni. Nell'esprimere il mio punto di vista rispetto ad alcune questioni specifiche, ho a volte usato un espressione prescrittiva