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Il 21, 22 e 25 luglio si è svolto a Nizza il consueto appuntamento tra i candidati di tutto il mondo associato al congresso dell'IPA. Erano presenti circa un centinaio di colleghi con una forte rappresentanza nord e sud-americana ed europea, tra i quali una decina italiani; colpiva la presenza di candidati dei paesi dell'Europa dell'Est, dell'India e del Giappone. Il congresso era organizzato in due sessioni plenarie aperte al confronto con l'assemblea, gruppi di discussione su singole relazioni e, particolarmente interessante, supervisioni di candidati da parte di analisti di training tra i più conosciuti delle diverse società nazionali, come David Tuckett e Jacqueline Amati Mehler, dei quali si è potuto così osservare dal vivo lo stile e le modalità di intervento.
L'atmosfera del congresso è stata fin da subito estremamente amichevole, consentendo scambi di esperienze e confronti tra tutti i partecipanti sulle diverse realtà istituzionali.
Delle due sessioni plenarie segnaliamo come di particolare interesse la relazione di apertura delle colleghe francesi (tre in tutto nonostante si fosse in Francia) Claire-Marine François-Poncet e Martine Lussier, entrambe della S.P.P., società nella quale da tempo è stata abolita l'analisi didattica e viene riconosciuta come valida ai fini della selezione l'analisi personale effettuata con un membro della Società. Le autrici hanno descritto una settimana tipo del loro training, caratterizzato da una libertà di scelta del percorso formativo - in termini di seminari e supervisioni, individuali e di gruppo (queste ultime mai riservate solo ai candidati) - che comporta però il rischio di un'esclusiva e immobilizzante affiliazione del candidato agli analisti di training (supervisori). Nonostante l'impostazione anti-scolastica di questo modello di formazione, “il termine “allievo” è frequentemente usato e ciò da adito a frequenti lapsus. L'allievo può diventare un “paziente” e la confusione si perpetua quando certe regole dell'analisi s