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Il libro edito per Cortina da Cristina Riva Crugnola “La comunicazione affettiva tra il bambino e i suoi partners” raccoglie una serie di lavori che, partendo dalle ricerche dell'infant research e dalla teoria dell'attaccamento, sottolineano la precoce capacità del bambino di comunicare la proprie emozioni e rispondere a quelle provenienti dalle persone che si prendono cura di lui.
L'insieme dei dati derivanti dall' infant research e delle osservazioni che si sono sviluppate dalle ricerche di John Bowlby (a lungo ignorate dalla psicoanalisi ufficiale) hanno gettato una luce nuova sulle fasi precoci dello sviluppo del bambino e della sua interazione emotiva con l'ambiente esterno.
Secondo questi studi gli affetti e le emozioni condivise tra madre e bambino nel corso delle primissime interrelazioni emotive vanno a costituire i nuclei originari del sé infantile. Risposte distorte o traumatiche da parte dell'adulto producono, invece, danni e strutture difensive che alterano e inibiscono la crescita psicologica.
Il libro, che raccoglie gli scritti più significativi di quest'area di ricerca, è diviso in tre parti.
La parte prima dal titolo “Emozioni e prime forme di soggettività” contiene quattro capitoli:
'Le emozioni e la comunicazione affettiva nei bambini' di E. Tronick; ‘La comunicazione nell'infanzia: regolazione reciproca degli affetti e dell'attenzione’ di V. Reddy, D. Hay, L. Murray, C. Trevarten; ‘Emozioni positive in psicoanalisi’ di R. N. Emde; ‘L'infant observation come strumento di conoscenza dello sviluppo mentale’ di D. Vallino Macciò.
La seconda parte ha per titolo “Responsività e comunicazione affettiva” e presenta tre capitoli.
'Sintonizzazione affettiva e attaccamento materno' di W.L. Haft e A. Slade; ‘Sviluppo affettivo e relazioni precoci’ di J. D. Osofsky; ‘Una tipologia di intervento nella trasmissione dell'attaccamento insicuro’ di F. Juffer, M. H. van Ijzendoorn, M.J. Bakermans-Kranenburg.
La parte terza, che ha per titolo “La trasmissione dei modelli di