You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La rivista, che com'è noto si occupa specificamente dell'adolescenza, ha prodotto nel 2000 due volumi. Il primo, Psychothérapies 2000, vol. 35, coglie l'occasione delle rivisitazioni del millennio per fare il punto sull'offerta terapeutica ai bisogni psichici dell'adolescenza, e questo costituisce un suo motivo d'interesse.
Come ricordano F. Ladame e M. Perret-Catipovic nella presentazione, la rivista, nata e pubblicata a Parigi dal 1983 (cfr. recensione in Rivista di Psicoanalisi 2, 1997) si è costituita e si è andata sempre più consolidando come centro di raccolta in Francia del dibattito sui bisogni terapeutici in adolescenza dal punto di vista psicodinamico e sulla risposta da fornirvi, ed è riuscita a svolgere questa funzione sviluppando un dibattito aperto alla pluralità; il taglio è interdisciplinare e mantiene una centralità psicoanalitica, collocandosi rispetto alle maggiori correnti internazionali. L'intento esplicito di questo numero è porre la rivista, divenuta in Francia nei diciassette anni d'esistenza “il porte-parole dell'adolescenza come campo specifico delle scienze umane”, o, come rivendica Gutton in questo stesso volume, l'espressione della scuola francese di psicoanalisi dell'adolescenza, al centro dello sviluppo in Europa della metodologia e del dibattito in materia, iniziando con un esame dello stato delle cose per quanto attiene alla formazione, alla teoria e alla pratica psicoterapeutica in questa fascia d'età.
Un primo quesito affrontato, ben noto anche da noi, è se esiste o no una specificità della psicoanalisi e della psicoterapia degli adolescenti, distinta da quella volta agli adulti e ai bambini. Si confrontano sul tema diversi autori. Novelletto (“Analogies et différences entre l'analyse de l'enfant et l'analyse de l'adolescent”), discutendo un caso clinico, coglie l'occasione per riportare il problema della scelta non tanto a una pregiudiziale teorica o alla necessità di una formazione differente, quanto all'insorgere dei nuovi bisogni