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(Cosa? Ancora l'appoggio? In effetti ritorna, come già un'altra volta, nel 1992, a Montreal, a cura di J. Mehlmant e di J. Bienvenu,(1) ma per ragioni e in una prospettiva differenti. Riprendere questo termine rischia di passare per una regressione, ma intendo mostrare che si tratta solo di perseguire il movimento elicoidale tante volte indicato da Laplanche).
La teoria della seduzione mette in rilievo la dimensione del messaggio, della sua realtà e del suo impatto al tempo stesso traumatico e strutturante per la psiche del bambino traduttore. Questa teoria si presenta, come si ricorderà, come la “verità dell'appoggio”, dal momento che Laplanche ha insistito sui limiti o le aporie di una teoria dell'appoggio che tentasse da sola di spiegare lo sviluppo dell'universo fantasmatico inconscio. Infatti, se si pensa che l'appoggio renda conto del livello che potremmo chiamare biologico dello sviluppo sessuale a partire dall'autoconservazione, questa spiegazione si lascia sfuggire la dimensione propriamente umana del messaggio. Essa trascura inoltre la temporalità in après-coup per quel che riguarda il sessuale, la precessione del sessuale psichico rispetto alla maturazione sessuale biologica. La seduzione quindi supera e nello stesso tempo conserva l'appoggio. Di conseguenza, in genere non c'è bisogno di interessarsi di meccanismi che, funzionando al di fuori del piano psichico, sfuggono alla teorizzazione propriamente psicoanalitica, senza parlare dell'assenza di significato di tali meccanismi per la pratica dell'analista