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Il primo numero della Revue dell'anno 2000 è dedicato alla relazione fra trauma e memoria, anzi più specificamente al “dovere della memoria”: Devoir de mémoire: entre passion et oubli. Molti articoli sono dedicati agli effetti traumatici delle catastrofi collettive del secolo appena trascorso, per i quali la scrittura assume spesso la funzione di memoria riparativa e conservativa. È dunque ancora sul trauma che si interrogano gli psicoanalisti francesi, proponendo una riflessione che metta in relazione eventi traumatici individuali e collettivi. Ed è di particolare interesse il fatto che questa riflessione avvenga contemporaneamente ad un numero monografico della rivista tedesca Psyche dedicata nello stesso anno allo stesso argomento, quasi che gli psicoanalisti, anche di diverse nazionalità, si fossero assunti l'onere di proseguire un'indagine che molti vorrebbero sospendere in campo storiografico, con effetto di rimozione o di negazione: come sostengono J. Angelergues ed E. Weil nell'introduzione “è la collettività tutta intera che deve assumersi la necessità della memoria contro l'aspirazione al misconoscimento che eviterebbe contemporaneamente il ricordo e l'oblio”, in quanto l'individuo “è sottomesso ad una doppia ingiunzione: il ricordo e l'oblio