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La domanda se sia possibile avvalersi di nozioni estrapolate da altri campi senza depotenziarle e innestandole nel discorso psicoanalitico in maniera feconda e strutturalmente propria ricorre preliminarmente ogniqualvolta ci troviamo dinanzi a concetti non definiti da S. Freud o dal corpus teorico psicoanalitico acquisito.
È a motivo di ciò che César e Sàra Botella dès le dèbut del IX° Colloquio Italo-Francese, hanno ritenuto necessario — onde scongiurare la babelizzazione che incombe sulla teoria psicoanalitica - “tentare di precisare”.
La loro precisazione è stata però in medias res — e ciò vale per tutti e quattro i lavori del Colloquio intorno ai quali o dai quali si sono dipartiti i molti piani toccati dagli intervenuti. Molte le angolature, tanti i punti di vista dialetticamente dispiegati, ognuno dei quali ha però “messo all'opera” la polarità simmetria/asimmetria lasciandola “insatura”.
Ritengo possa tornare proficuo, al fine di circoscrivere delle linee-guida di ascolto dei lavori del Convegno, fare uscire per un momento dallo sfondo proprio le nozioni-cardine di simmetria e asimmetria.
Compito non facile.
Troviamo una eco di questa difficoltà in una lettera vertiginosa inviata dal gulag delle isole Solovki il 3 Aprile del 1936 da Padre Pavel A. Florenskij al figlio secondogenito, allievo del famoso geochimico e scienziato V. I. Vernadskij:
“Caro Kirill, in previsione del lavoro che dovrai svolgere sul significato dei collegamenti asimmetrici nei processi della biosfera, volevo scriverti qualcosa riguardo al senso generale…La difficoltà sta nella vastità del tema e nelle dimensioni limitate della mia lettera.” (, Non dimenticatemi, Mondadori, 2000).
Il tema è “vasto” perché la simmetria è un potente concetto strutturale nella classificazione e nella definizione dei fenomeni (fisici, chimici, biologici, musicali, figurativi…)