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Dai quattro numeri di JAPA che costituiscono il vol. 48 pubblicati nel 2000 ho selezionato tre argomenti che illustrano nuovi orientamenti e intendimenti con cui vengono affrontati vecchi temi della psicoanalisi. Essi sono: “Feminine gender identity”, “Attachment”, “The write stuff”. Un capitolo a se meriterebbero gli editoriali che precedono le diverse sezioni, esemplari per la trasparenza e l'onestà intellettuale con cui introducono temi controversi al centro di un dibattito tuttora acceso e spesso polemico.
Una crescente complessità nella concezione di ciò che è normale e anormale nello sviluppo psicosessuale di ambo i sessi caratterizza oggi il lavoro dello psicoanalista che fa i conti con la persistenza di pregiudizi non più corrispondenti né ai criteri che orientano il lavoro clinico né al mutamento che una parte consistente della metapsicologia freudiana ha subìto nel suo attraversare cent'anni di storia umana.
Di questi mutamenti e delle loro conseguenze teorico-cliniche tratta Otto F. Kernerberg (“The influence of the gender of patient and analyst in the psychoanalytic realationship”) che sceglie il rapporto transfert/controtransfert come osservatorio sul rapporto genere/sessualità e desiderio erotico/amore.
Kernberg riassume sotto la definizione di “attitudine fallocentrica” della teoria freudiana i nuovi orientamenti in materia di sviluppo psicosessuale femminile avvenuti a partire dagli anni '60 principalmente ad opera dei movimenti di liberazione femminili le cui scoperte si sono imposte alla psicoanalisi americana in modo decisamente più ampio e incisivo di quanto non sia avvenuto in Europa dove pure i movimenti femministi sono stati politicamente e culturalmente molto incisivi.
La natura composita dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale ha progressivamente assunto, sotto la spinta dei cambiamenti socio-culturali, nuovo significato e importanza anche all'interno della relazione analitica. Essa, precisa l'Autore, dipende da quattro fattori: 1)