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Si è svolto a Londra 1° Festival Europeo di Psicoanalisi e Cinema, ideato e organizzato da Andrea Sabbadini e dalla Società Psicoanalitica Britannica. Il Festival, primo di questo genere in Europa, è stato un'opportunità unica di incontro e discussione tra psicoanalisti, registi, attori, sceneggiatori, storici e studiosi di entrambe le discipline.
Le resistenze possibili ad aprire un dialogo tra psicoanalisti e gente di cinema, per il timore di “patologizzarsi” a vicenda e di cadere in cliché, sono state fugate dall'atmosfera vivace e divertita che si è subito creata. L'incontro aperto ha riunito, pur in un momento di gravi tensioni internazionali, rappresentanti di ventisette professioni, provenienti da venti paesi di tutto il mondo, animati dal desiderio di costruire un ponte tra queste due discipline, che, nate insieme agli albori del 1900, hanno massicciamente contribuito, pur in contesti e con strumenti diversi, al cambiamento dei costumi e della mentalità corrente.
“Anche se Moretti non è l'Acropoli e noi non siamo Freud […] certamente molti dei presenti stanno vivendo insieme a me qualche turbamento, sedendo accanto ai registi che ammirano e discutendo familiarmente insieme a loro”. Così ha scherzosamente esordito Andrea Sabbadini dando il benvenuto a Nanni Moretti, ospite d'onore con il suo ultimo film in anteprima inglese per i partecipanti al Festival.
Non c'è dubbio che i panel in cui psicoanalisti e registi discutevano fianco a fianco hanno costituito la parte più nuova e vitale del Festival, che prevedeva un calendario molto intenso con plenarie e workshop in contemporanea, a partire dalle 8.30 del mattino (cosa non troppo gradita alla gente di cinema!). Accanto a sezioni in cui registi e psicoanalisti sedevano allo stesso tavolo, vi sono state presentazioni di tipo più accademico, accompagnate dalla visione di videoclip o di interi film.
La scelta degli organizzatori è stata di non dare un tema preciso al Festival, al fine di ricavare da questa esperienza