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Avvierò il discorso con alcune considerazioni a proposito delle libere associazioni. Le libere associazioni sono uno strumento essenziale della tecnica psicoanalitica. Durante la seduta, il paziente associa ciò che gli viene in mente, ad esempio a proposito di un sogno o di un episodio della sua vita. L'analista lo ascolta, mantenendo fluttuante la propria attenzione. Le immagini e pensieri, che via via vengono in mente al paziente, sono incoerenti soltanto in apparenza. La sequenza di immagini e pensieri non segue la logica comune. La sequenza è, però, determinata da una speciale logica: la logica dell'inconscio.
La tecnica delle libere associazioni non può essere impiegata estensivamente nel setting di gruppo. Gli altri membri del gruppo, infatti, ascoltando uno di loro che associa a lungo su ciò che egli stesso ha raccontato, si potrebbero sentire ridotti alla passività e potrebbero rispondere assentandosi mentalmente.
Le “discussioni non direzionate”, che si svolgono nel piccolo gruppo, sono il corrispettivo in questo setting delle libere associazioni nel setting tradizionale. in questi “discorsi a ruota libera” una parola, un'emozione, un'immagine, provocano un'altra parola, emozione, immagine di un altro partecipante. il risultato è una catena associativa (Foulkes e Anthony, 1957).
Le catene associative, come le libere associazioni, lasciano comparire ciò che non è cosciente. Ambedue le tecniche, inoltre, hanno il pregio di apportare molte immagini ed emozioni, arricchendo il discorso che si sviluppa in seduta.
Le catene associative del gruppo, però, differiscono, per alcuni elementi importanti, dalle libere associazioni. Le immagini e fantasie prodotte attraverso