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In un'epoca in cui la professione medica è sempre più super specialistica ed il rapporto con il paziente sempre più mediato dall'utilizzo di macchinari complessi, sia nel campo della diagnosi che della cura (basti pensare al ricorso sempre più diffuso nel mondo medico alle biotecnologie ed alla ingegneria genetica ed ai recenti sviluppi della telemedicina, a cui è sotteso il rischio che il rapporto medico-paziente diventi sempre più virtuale), questo libro si segnala per il recupero di quegli aspetti di calda, viva umanità che indirizzano e sostengono il cammino dello studente di Medicina.
Gli Autori, impegnati in attività didattiche e cliniche - nella Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Napoli “Federico ii”- hanno utilizzato la loro esperienza “sul campo” come osservatorio privilegiato per rintracciare emozioni, fantasie, conflitti insiti nel percorso formativo dei futuri medici.
Il loro sguardo a questi giovani, orientato dal pensiero psicoanalitico, è attento e profondo. il materiale clinico, raccolto all'interno di un Centro di Consultazione Psicologica per studenti universitari, mostra, ancora una volta, come le teorie psicoanalitiche, fanno acquisire all'oggetto che osserviamo uno spessore tridimensionale dove s'intrecciano realtà esterna, inconscio e aspetti soggettivi più consapevoli. Gli Autori, infatti, non perdono mai di vista, come coglie e segnala Simonetta Adamo nella presentazione, quanto caratteristiche personali, contenuti e organizzazione degli studi universitari spesso s'intessono in maniera complessa,