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Penser / rêver si presenta a tutti gli effetti come il primo numero di una nuova rivista: nuovo è il nome, come anche la veste tipografica e la casa editrice; tuttavia è anche il secondo tempo della stessa impresa che ha animato negli ultimi anni Le fait de l'analyse, e Michel Gribinski ne è tuttora il Direttore. Con lui, lo stesso gruppo di psicoanalisti, fra i quali il nostro Alberto Semi.
Nonostante questi colleghi abbiano ricoperto o ricoprano tuttora incarichi nella propria associazione psicoanalitica, la loro rivista si segnala piuttosto per la sua libertà da ogni radicamento istituzionale; se le teorie “politiche” sono un male insidioso della psicoanalisi, il loro desiderio è invece quello di presentarsi individualmente come scrittori di psicoanalisi, nella riconoscibile tradizione di J.B. Pontalis che continua ad avere anche qui una sua Libre chronique. il loro stile non è mai quello accademico; talvolta è stato forse troppo letterario, e questo era certamente un impedimento a raggiungere un più esteso pubblico di lettori fuori dallo stretto ambito culturale francese. Ma per questo verso ci sembra di trovare nella nuova rivista una piacevole novità.
Questo primo fascicolo è dedicato a L'enfant dans l'homme, in un senso che è reso subito chiaro nell'introduzione: “è il bambino nell'adulto che ritrovo quando qualcosa si ripete; ma è il bambino nell'essere umano che incontro ogni volta che è avvenuto qualche cambiamento”.
Con raffinata ed essenziale semplicità l'articolo di Jean-Philippe Dubois, Qui s'y frotte cigogne, ci conduce all'interno del sentire e pensare del bambino nell'essere umano, col suo “autentico senso metafisico”, la sua mancanza di certezze, che mal si combina con le regole di vita enunciate dall'adulto, con il modo adulto di percepire il mondo e con le sue finalità sottomesse all'inesorabile scorrere deltempo. Ci fa comprendere così quanto sia fortemente possibile che l'adulto e il bambino arrivino a detestarsi, a forza di malintesi e di evitame