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La prima notizia di Bion, come psichiatra dotato e innovatore, giunse negli Stati Uniti nel 1946, con la pubblicazione di un breve articolo nel quale si riferiva del metodo di gruppo usato nella seconda guerra mondiale per selezionare i candidati per la scuola degli ufficiali nell'esercito britannico (“The leaderless group project”, Bulletin of the Menninger Clinic, vol. 10, 3, maggio). Bion passò i suoi ultimi anni (1968-1979) in California, dove continuò a scrivere, insegnare ed esercitare la psicoanalisi fino al suo ritorno in inghilterra, a Oxford, due mesi prima di morire. Nell'aprile del 1977 ebbe luogo la sua prima visita a New York, dove tenne una serie di conferenze sotto gli auspici dell'institute for Psychoanalytic Training and Research (Bion, 1980).
Tra il 1946 e il 1979, le “conversazioni” di Bion e le sue pubblicazioni influenzarono essenzialmente due diversi gruppi di studiosi, insegnanti, ricercatori e clinici: quelli che lavoravano con i gruppi e le organizzazioni e quelli che lavoravano con gli individui. A tutt'oggi, non è stato ancora trovato un modo per combinare e utilizzare pienamente questi due aspetti dell'eredità di Bion. il suo studio psicoanalitico dei gruppi e il suo studio psicoanalitico degli individui sono rappresentativi della sua “visione binoculare”, ed è questo peculiare aspetto della sua ricca eredità che, a mio parere, questa Third international Conference, tenutasi a Los Angeles, ha reso più accessibile e ha meglio integrato nel pensiero psicoanalitico.
Prima di proporre alcune mie impressioni sui lavori di questo convegno, vorrei raccontare come sono venuto a conoscenza per la prima volta dell'opera di Bion. Come specializzandi e assistenti alla ricerca presso lo Human Dynamics Laboratory dell'Università di Chicago nei primi anni '50, leggevamo e discutevamo i primi articoli di Bion sui gruppi, da poco apparsi sulla rivista Human Relations. Questi articoli vennero poi pubblicati nel fecondo volume sulla psicologia di gruppo Espe