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Nella letteratura analitica la patologia del Super-Io viene trattata prevalentemente da una prospettiva genetica. Mentre ha concepito il Super-Io come un'istanza regolatrice e ordinatrice della vita psichica, collegata strettamente a una buona introiezione delle figure genitoriali, ha prospettato un Super-Io infantile essenzialmente sadico che deriverebbe dalla crudeltà e dalla spietatezza delle prime introiezioni.
Diversamente dal Super-Io normale, che permette identificazioni positive con la figura paterna, il Super-Io patologico rimane intriso di aggressività e onnipotenza.
Per la spietatezza e la crudeltà che li contraddistinguono, il Super-Io patologico e quello primitivo sarebbero molto simili.
Questo Super-Io primitivo coincide in gran parte con l'oggetto che giudica il melanconico descritto da e .
Avendo presente la complessità della clinica analitica, in questo lavoro intendo sostenere che alcune volte possiamo trovarci di fronte a un Super-Io in cui prevalgono aspetti primitivi, altre volte, invece, possiamo trovarci ad affrontare una struttura psicopatologica che, pur presentando un carattere dominante o intimidatorio, non deve essere considerata un'organizzazione primitiva.
Il problema che desidero approfondire è se il Super-Io patologico sia semplicemente un Super-Io primitivo o non, invece, una struttura che ha ben altre origini e altre potenzialità dinamiche.