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“Questo era un poeta Colui che distilla un senso stupefacente da significati ordinaried essenze così immense da specie familiarimorte alla nostra porta ci stupisce non essere stati noi a fermarle per primi […] D'immagini svelatore è il poeta […]”
Il poeta ferma in un'immagine l'esperienza con una parola che sentiamo appartenerci, che anche noi potevamo formulare. Una paziente racconta un testo letterario che sta leggendo in francese. Il testo parla di figure mitologiche che hanno in comune di essere dotate di una parola che non è stata creduta dagli uomini. Una di esse è figlia di una ninfa e di un centauro, ha un torrente di parole dentro di sé che non lascia libero. Quando finalmente parla si trasforma in cavallo. Vive il dramma di dover rinunciare al suo aspetto fisico, al seno, ai capelli che la madre aveva difficoltà a districare quando la pettinava da bambina. La madre non la riconosce più, lei assume totalmente lo stato animale.
Ha pensato che le piacerebbe fare la traduzione di questo testo, ma per farlo bisognerebbe essere un po' poeti.
Precedentemente aveva detto:
“Ho pensato che la cosa che mi traumatizza di più è la mancanza, la traccia di qualcosa che c'era e che non c'è più. Quando lei parla di perdite antiche, questa parola ingentilisce, sembra una poesia, stempera. Ciò che è antico è qualcosa che