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La rivista tedesca Psyche ha dato inizio nel 2001 ad un dibattito sui temi molto attuali dell'intersoggettività e del negativo; i protagonisti principali ne sono stati Joel Whitebook e Axel Honneth.
Honneth è già noto in Italia attraverso i suoi libri, ed un suo articolo sulla psicoanalisi è comparso recentemente in Psiche 2002, 1. Egli è professore di filosofia (Sozialphilosophie) all'Università Goethe di Francoforte, nella cattedra che è stata di Habermas e nella tradizione della Scuola di Francoforte di Adorno e Horkheimer. A questa prestigiosa eredità culturale si rivolge in primo luogo, come si vedrà, l'articolo di Joel Whitebook, psicoanalista e filosofo americano di New York, che ha dato inizio alla discussione.
Pubblichiamo questo articolo in traduzione italiana per gentile concessione di Psyche e dell'Autore.
Alla discussione fra i due protagonisti ha fatto seguito un dibattito in rete, tuttora in corso anche se mostra una certa difficoltà a decollare, forse per la complessità degli argomenti affrontati. Diamo anche qualche notizia di questo dibattito, che avrà comunque un esito importante in una tavola rotonda prevista al prossimo Congresso IPA di Toronto .
Nell'articolo che pubblichiamo, Whitebook considera la svolta intersoggettivista in ambito filosofico ed esamina le conseguenze che derivano dal cambiamento di paradigma per la nostra disciplina. Egli sostiene l'opportunità di rivalutare il contributo di Hobbes e, in particolare, la sua visione di un'inclinazione fondamentalmente aggressiva della natura umana che configura un'asocialità