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“Dobbiamo ricordare che possono passare anni o vite intere prima di poter comprendere ciò che ci accade dalle o sulle nostre esperienze”.
La pur breve storia dei Servizi di Consultazione che si sono ormai costituiti in quasi tutti i Centri della SPI non è estranea a difficoltà e conflitti. Così è stato nel Centro Veneto di Psicoanalisi. Prendendo spunto da tali vicende intendo con questa nota proporre alcune riflessioni come prosecuzione ed approfondimento di quelle già esposte altrove.(1)
Quando allora avevo cercato di ripercorrere le travagliate vicende che avevano accompagnato l'iniziale strutturarsi del Servizio di Consultazione del nostro Centro e di darne un senso, al di là del senso comune, avevo trovato nella teorizzazione di Bleger (1967) e negli sviluppi di questa nel pensiero di Amati Sas (1997) una chiave di lettura che mi appariva valida.
Vorrei ora tornare su di essa e proseguire poi con altre considerazioni.
Le concezioni sulla simbiosi e l'ambiguità mi avevano appassionato ancor prima che uscisse la traduzione del testo di Bleger in italiano. L'idea di quell'area di indifferenziazione primaria dove coesistono nuclei non discriminati che ci portiamo dentro nel corso della vita e inconsapevolmente depositiamo nelle pieghe più anodine del mondo esterno, mi sembrava aprire un senso profondo a tanti aspetti apparentemente scontati e banali della vita quotidiana. Essi già avevano attratto il mio interesse quando lavoravo nell'istituzione psichiatrica