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Per una più accurata focalizzazione sui fattori specifici ed aspecifici della terapia psicoanalitica, dovremmo considerare l'incrocio tra due principali modelli terapeutici, legati rispettivamente a due linee concettuali operanti sin degli esordi nella storia della psicoanalisi: il modello medico ed il modello evolutivo. Restitutio ad integrum, secondo la tradizione medica, da un lato — riorganizzazione dei processi continuativamente attivi di crescita e di trasformazione psichica, dall'altro.
Si tratta di un problema di teoria del trattamento, che ruota intorno ai due poli magnetici del discorso freudiano condensati nella duplice attribuzione degli esiti del trattamento sia a processi topici (“rendere conscio l'incoscio”, come più volte affermato nel corso degli scritti), sia a processi strutturali (“dov'era l'Es, deve subentrare l'Io”, nelle Nuove lezioni introduttive del 1932).
Riconosciamo la vitalità del modello terapeutico medico nella impostazione classica del trattamento tendente, attraverso lo strumento del transfert, alla dissoluzione dei conflitti psichici rimossi alla luce della presa di coscienza delle rappresentazioni inconsce rimosse. Esso è tuttora il modello forte del procedimento terapeutico. Nonostante il pensiero freudiano abbia sempre mostrato un movimento oscillatorio tra la meta terapeutica di uno stato ideale di salute mentale, come condizione di equilibrio tra istanze pulsionali e necessità superegoiche, e