You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Forse non spetta al recensore di occuparsi della scelta di Nino Ferro per questo suo nuovo (quinto) libro — gli altri tradotti nelle cinque principali lingue della comunità psicoanalitica — di fornirlo di prefazione, introduzione, postfazione, come se non bastasse il “nome” dell'Autore. O forse è proprio in Italia che potrebbe anche non bastare, e allora vengono “cooptati” dai tre punti cardinali Florence Guignard, Bolognini e Bonaminio? O la nuova psicoanalisi dovrebbe essere meno correntizia e più ecumenica? Con un Bion senza M. Klein (non necessariamente sradicato) e molto vicino a Winnicott?
Il tema di questo nuovo libro può anche sembrare occasionale, simile per metà a quello del nostro Congresso di Trieste, ma non è affatto così. Si trova ad essere un vero e proprio compendio di patologia, clinica (anche infantile) e terapia psicoanalitica, aggiornatissimo e originale. L'immancabile punto di partenza clinico è quello di Freud e di M. Klein. Ma io direi che, trattando di fattori di malattia, fattori di guarigione, Ferro si trova, forse senza volerlo, a riproporre una sua versione, più circoscritta e più clinica, e piuttosto ottimistica, del grande tema che occupò sia Freud che M. Klein: pulsione di morte e pulsione di vita. La psicoanalisi trascorre da pulsioni a fattori, da teorie forti a teorie deboli?
In “Fattori di malattia e difese” — primo di dieci capitoli — compare la pulsione (o istinto) di morte come lascito transgenerazionale di ammassi di elementi beta intrasformabili; dopo l'individuazione di tre loci di patologia, da carenza di funzione alfa, da non adeguato sviluppo di contenitore/contenuto, PS>D, capacità negativa/fatto prescelto; da accumulo e da trauma con esubero di elementi beta. Formazione di fatti indigeriti in attesa di trasformazione è per Ferro il primo meccanismo di difesa (cui seguono i già noti) e il “positivo riparativo”, del negativo accennato, inizia il discorso sui fattori terapeutici. Un po' sorprende il termine, che suona kleinia