You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il settimo congresso dedicato a Ferenczi, dopo quelli di Parigi, Budapest, New York, São Paulo, Madrid e Tel Aviv, è stato inaugurato a Torino il 18 Luglio 2002 presso il Museo del Cinema con la proiezione di un film ungherese su Ferenczi di Edit Szendi. I lavori si sono svolti nei giorni successivi presso la sede congressuale situata nel modernissimo complesso del Lingotto (il primo stabilimento della FIAT per la produzione di automobili), ideato e realizzato da Renzo Piano su progetto originario di Giacomo Mattè Trucco.
Questo importante evento psicoanalitico, pianificato a Tel Aviv nel 1999 da un ristretto comitato scientifico che ne ha affidato l'organizzazione a Franco Borgogno, è stato preceduto fra marzo e giugno da una rassegna cinematografica, articolata attorno al tema “Trauma, memoria, storia” al fine di visualizzare per il grande pubblico la varietà delle condizioni traumatiche e indicarne diverse possibili narrazioni.
Riassumerò liberamente alcuni lavori a me disponibili (di fatto o nel ricordo) per dare un'idea degli argomenti affrontati e dell'alto livello delle riflessioni proposte sia nella seduta plenaria che nei panels (all'incirca una quindicina), nell'attesa che molti di essi vengano pubblicati in libri e in riviste psicoanalitiche.(1)
La storia di Ferenczi e del suo complesso rapporto con Freud si intreccia con la storia della “psicoanalisi degli inizi”. Dal confronto-scontro fra questi due grandi maestri, rappresentativi di due anime, tuttora entrambe presenti all'interno della nostra comunità, scoccherà infatti — come sottolinea Speziale-Bagliacca nel suo lavoro “Il pendolo di Galileo: Il contenimento materno in Freud e in Ferenczi” — quel lento cambiamento di paradigma che porterà alla “seconda psicoanalisi”, maggiormente centrata sugli affetti e sulle relazioni oggettuali. Ferenczi, riconosciuto oggi come uno dei fondatori della psicoanalisi — dopo un periodo di censura e di disinteresse