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Il documento che pubblichiamo costituisce un'importante novità nella storia della Società Psicoanalitica Italiana, per la decisione di impegnarsi in prima persona nel problema pubblico dell'assistenza psichiatrica in Italia. Il costante animatore di tale impegno è stato Giuseppe Berti Ceroni, Segretario Scientifico della SPI.
1. La legge 180 è ormai patrimonio comune di un vasto arco di professionalità che ne hanno recepito alcuni valori di fondo e si sono riconosciute nelle potenzialità evolutive che essa ha immesso nell'assetto culturale ed istituzionale della psichiatria italiana. Essa, non solo ha contribuito al convergere di culture e conoscenze diverse nel trattamento della malattia mentale e ne ha favorito l'integrazione, ma ha dato luogo soprattutto ad una radicale trasformazione dei criteri di responsabilità etica e professionale nei confronti della cura della malattia mentale. In questo senso, ha riportato compiutamente la psichiatria nell'ambito della medicina. A questa trasformazione gli psicoanalisti hanno offerto un loro contributo specifico e le esperienze di collaborazione nei Servizi tra psichiatria e psicoanalisi sono state spesso reciprocamente feconde.
2. È innegabile d'altronde che sul piano operativo l'applicazione di questa legge ha lasciato spesso irrisolti rilevanti problemi che determinano gravi difficoltà nel lavoro istituzionale e gravi sofferenze nei pazienti e nelle loro famiglie. Molti di questi problemi ruotano, specie nelle aree metropolitane, intorno a quello del ricovero ospedaliero. Se è vero infatti che la legge nella sua formulazione attuale offre importanti garanzie contro un abuso del ricovero come misura coattiva e tutela le libertà fondamentali dell'individuo anche in situazioni di patologia estrema, è anche vero che la spesso eccessiva brevità della degenza ospedaliera, e talvolta le condizioni stesse in cui essa si svolge, non offrono altrettante garanzie di appropriatezza delle cure. Tutela di tali libertà fondamentali ed a