You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Giuseppe Riefolo si propone come psicoanalista nell' istituzione, in una posizione che rispetta la specificità delle due istituzioni, quella pubblica e quella psicoanalitica, “ponendo lo psicoanalista nella nota posizione descritta da Winnicott, in cui non vi è scelta tra ciò che è meglio e ciò che è peggio, ma solo il rispetto estremo per la specificità dei contesti” (p. 144).
Il suo approccio è nuovo e interessante: la novità è segnalata anche dal fatto che la nota introduttiva è opera di un economista di prestigio, Paolo Sylos Labini, un intellettuale esperto nella valutazione degli aspetti economici e sociali degli interventi dei tecnici dei vari settori. Il discorso di Riefolo ha alle spalle un'ampia cultura psicoanalitica e un'esperienza psichiatrica sostanziosa: forse proprio per questo può proporre una lucida e “semplice” analisi della cura psichica nelle istituzioni pubbliche, ed essenziali e “autentici” modi di affrontarla: una via d'uscita rispetto all'attuale situazione di confusione, negazione, impossibilità di procedere nei cambiamenti.
Il punto di forza del suo pensiero concerne il concetto di limite: osserva che i servizi psichiatrici territoriali si fanno carico non di ciò che il disturbo mentale è, ma di tutto ciò che può derivare dalla realtà sociale in cui viene a trovarsi il paziente grave. In questo modo la sofferenza psichica viene trascurata e agli operatori dei servizi attribuita un'identità professionale onnipotente.
Riefolo, secondo la tradizione freudiana, trasforma la difficoltà in vantaggio, e propone una lettura dinamica e positiva del limite delle cure che l'istituzione può offrire. Ritiene che l'istituzione svolga il compito di costruire un campo relazionale che accolga la domanda del paziente e di individuare in questo campo di relazione autentica l'elemento centrale e trasformativo di ogni intervento terapeutico. In questo campo, operatore e servizi si presentano autentici e limitati, fornendo ai pazienti “l'esperienza di essere accol