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Nel 1999 si tenne a Roma, presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Età Evolutiva dell'Università di Roma, il Congresso “Analisi Terminabile e Interminabile in adolescenza. A proposito delle conclusioni, interruzioni e pause nel trattamento
psicoanalitico con gli adolescenti”. Promotori dell'evento il Corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino e dell'Adolescente ASNE-SIPSIA.
Il tema della terminabilità/interminabilità dell'analisi, per quanto concerne la cura degli adulti (G. De Simone, 1994; G. Maffei, 1992; F. Ferraro e A. Garella, 2001), ha dato luogo ad ampi dibattiti e numerose pubblicazioni nel mondo psicoanalitico, ma assume una sua specificità quando la problematica viene circoscritta ad una peculiare fase del processo evolutivo umano quale è l'adolescenza. Interrogativi quali l'analisi è terminabile? Come? Quando? Quali i criteri che ne sostanziano la conclusione? - ineludibili nel lavoro di ogni psicoanalista - sono stati e sono tutt'oggi oggetto di ricerca teorica e di teoria della tecnica nel mondo scientifico. Già il titolo del testo freudiano Analisi terminabile e interminabile , contiene inscritta una geniale intuizione come la definisce G. De Simone: “penso che il senso del titolo non sia quello di decidere quale analisi termina e quale no ma di individuare, all'interno di qualsivoglia analisi, qual è l'elemento che giunge alla conclusione e quale non può (o non deve) giungere alla conclusione” (1994). In tal senso l'espressione interminabile/terminabile può diventare evocativa di quell'essenza propria del processo analitico che si fonda sulla continuità-discontinuità dell'inconscio.
Il parlare della fine dell'analisi contiene inoltre in sé il problema della finalità dell'analisi, e quindi degli eventuali criteri: criteri che rimandano al modello teorico clinico dell'analista, alla sua concezione della salute psichica o addirittura della guarigione.
Proprio riflettendo sui criteri di fine analisi G. Maffei et al. (1992)