You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
È difficile parlare di pedofilia in un momento in cui essa è oggetto privilegiato dell'attenzione sociale.
L'alta valenza emotiva rischia di favorire atteggiamenti mentali ideologici che nella loro rigidità dipendono dall'esperienza di vissuti intensi e connessi alla complessità e alla sofferenza nella pedofilia.
Il libro però non nasce nell'attuale contesto sociale di “rumore” sulla pedofilia, ma è il risultato di un lungo e continuo impegno di Cosimo Schinaia nel collegare psicoanalisi e società, psicoanalisi e servizi sanitari.
In particolare il volume è l'espressione di un gruppo di lavoro nei servizi di salute mentale a Genova, composto da psichiatri di formazione ed orientamento psicoanalitico.
Il gruppo sembra porsi come uno spazio per pensare la pedofilia, rivelandone via via la complessità e perciò l'impossibilità riduttiva, sia essa sintomatologica, comportamentale o etiopatologica: l'appartenenza gruppale sembra aver permesso agli autori di avvicinarsi alla pedofilia senza rimanere prigionieri dell'ideologia, mantenendo un vertice prospettico che ha come primo risultato generale la trasformazione della pedofilia in pedofilie, come lo stesso titolo indica. Non casuale che fra i molteplici vertici culturali narranti sia assente il vertice socialmente prevalente, cioè quello giuridico.
L'assenza sembra espressione dell'impegno del libro ad evitare le pressioni emotive ideologiche, ovvero la scissione tra innocentizzazione e persecutorietà.
Il vertice giuridico avrebbe comunque conferito un carattere persecutorio al testo, rendendo più difficile agli autori creare quello spazio libero in cui collocare i pensieri e gli stessi pedofili.
L'odierno pedofilo, solitario, nascosto nella società, deprivato e scisso nel suo mondo interno e colluso in pseudo relazioni perverse, trova in questa mente gruppale uno spazio in cui si cerca di costruire una soggettività significante: il suo mondo interno deprivato, scisso, ritirato trova la parola nei miti, nelle favole, nei romanz